E’ finito il corso intensivo con il Maestro Rinaldo Serra. Quante cose sono state dette e viste, adesso solo la pratica ed il tempo riuscirà a farci metabolizzare tutto quello che abbiamo “imparato”.
E’ stata una bellissima esperienza e questa volta con il gruppo al completo, compreso Luca che era mancato al primo appuntamento. Rinaldo con una pazienza infinita ha risposto a tutte le nostre domande cercando di farci capire cose non proprio semplici e noi da parte nostra ci abbiamo messo tanta passione ed attenzione.
L’ultima mezza giornata è stata dedicata specificatamente alla fotografia dell’Ikebana. E’ stato interessante capire come costruire una “sala di posa” amatoriale per fotografare i nostri lavori, come posizionare le luci e dove posizionare la macchina fotografica per ottenere il risultato desiderato. Tutto molto interessante e utile per noi che vogliamo crescere in quest’Arte.
Ci siamo lasciati con la promessa di ritrovarci per una giornata in esterna per mettere in pratica i preziosi insegnamenti e le “malizie” che ci ha insegnato il Maestro.
Come sempre però non è mancato il momento conviviale, Sabato sera cena tutti insieme al Bagno Teresa . Ottimo posto, cibo eccellente, compagnia fantastica.
Cena al Bagno Teresa
Finito questo bellissimo appuntamento siamo già proiettati verso la nuova sfida: PITTI FRAGRANZE (8-9-10 Settembre Stazione Leopalda Firenze) dove i nostri Maestri (Luca Ramacciotti e Lucio Farinelli) faranno due dimostrazioni di Ikebana ispirate ai “Profumi del Forte”, ma di questa è un’altra storia. Appuntamento al prossimo post.
Il fine settimama scorso con le amiche di Livorno (peccato che mancasse il Maestro Ramacciotti per motivi di lavoro e la nostra compagna Rosaria) siamo stete a Viareggio per un full immersion di fotografia tenuto dal Maestro Rinaldo Serra.
Rinaldo bravissimo professionista e insegnante appassionato ha catturato la nostra attenzione per due intere giornate, spiegandoci e facendoci provare sul campo i suoi insegnamenti.
Penso che ogni persona che voglia comunicare qualcosa attraverso la fotografia, non possa evitare di prendere lezioni da un professionista. Non puoi “comunicare” in maniera corretta quello che vuoi esprimere (con il tuo ikebana) se non conosci il mezzo che hai scelto di usare per farlo. Non è che in due fine settimana diventi un fotografo, ma sicuramente è un inizio che poi potrai sviluppare e approfondire nel tempo.
Non cominciare neanche perchè si pensa: “a cosa serve fotografare un ikebana?” è inaccettabile.
A chi pensa così non serve a niente un corso di fotografia e chi non la pensa così, ma non fa niente in questa direzione, vale la stessa cosa.
Il prossimo fine settimana si replica. Altri due giorni intensi e sicuramente piacevoli con la gioia di stare insieme ed imparare cose nuove.
In qusta afosa e calda estate fiorentina, con un gruppo di amici rimasti in città, abbiamo cominciato a fare lunghe passeggiate in riva all’Arno. Ritrovo la mattina alle 7,00, unico orario in cui si poteva pensare di camminare senza stramazzare al suolo dopo pochi passi. In effetti, a quell’ora, si apprezzano cose che in altri momenti non si vedono più, gli aironi nel fiume che cercano il cibo, le paperine sulla pescaia a fare il bagno, le carpe che affiorano perchè butti del pane in acqua e …. le piante che crescono in riva al fiume che nonostante la terribile siccità di questa estate, crescono rigogliose a pelo d’acqua.
In effetti qualche settimana fà Ilse Beunen pubblicò sulla piattaforma di Ikebana e-courses un video su come utilizzare le piante che puoi trovare comunemente per strada per fare ikebana.
Using Material From Garden and Nature For Ikebana
Do you think your garden plants don’t produce the right kind of branches? Then these lessons will be helpful.
Con questa idea in mente una mattina mentre passeggiavo ho raccolto alcuni materiali dalla riva con il prezioso aiuto di mio marito Mauro e della mia amica Sabrina.
Via via che raccoglievamo le piante mi soffermavo ad osservare dove erano nate, come si “muovevano” nello spazio circostante e come interagivano con le piante vicine.
Ho trovato molto interessante una pianta che formava dei grovigli gialli alla base di altre piante, Mauro mi ha detto che si trattava di una pianta parassita, ho pensato che l’effetto in un ikebana sarebbe stato fantastico! Un intreccio naturale.
CUSCUTA pianta parassita infestante
Tornata a casa ho realizzato il mio ikebana.
Ho scelto il suiban perchè si potesse vedere l’acqua che avrebbe ricordato in qualche modo l’Arno e ho sistemato il materiale come fosse ancora sulla riva del fiume.
Maze-zashi – “Profumo d’Arno”
E’ proprio vero quello che dice Sofu Teshigahara nei “The Fifty Principles of Sogetsu – Beautiful flowers do not always make beautiful Ikebana”.
Ogni materiale ha una sua bellezza basta saperla vedere e valorizzare. Per questo ringrazio il mio Maestro Luca Ramacciotti che insegnandomi l’arte dell’Ikebana, mi ha anche insegnato, a guardare con occhi diversi la natura che mi circonda.
Siamo tornati alla normalità ma ancora è vivo il ricordo dei 4 giorni passati con il “Gruppo vacanze Alto Adige”.
Questo è il secondo anno che organizziamo una gita collettiva all’insegna dello stare inseime, fare ikebana e divertimento.
Lo scorso anno eravamo a Nebbiù ospiti di Chiara e quest’anno a Merano ospiti di Patrizia. Il gruppo lo potete vedere nell’immagine di copertina. Da sinistra Ilaria, Francesco (marito di Patrizia) Patrizia, Lucio, Anne, Andrea (marito di Chiara), Chiara, io e Luca.
La formula sperimentata lo scorso anno si è ripetuta. Ci siamo ritrovati tutti a Merano a casa di Partizia e Francesco dopo un viaggio di circa 4 ore in auto da Firenze dove erano arrivati Luca, Lucio ed Ilaria con il treno.
Il venerdì mattina è stato dedicato alle lezioni di ikebana che abbiamo fatto tutti insieme nel giardino. Io e Ilaria abbiamo sviluppato dei temi del V livello che ancora non avevamo fatto.
Primo lavoro Improving Your Techinique “In a Suiban without Kenzan” un’evoluzione della tecnica rispetto al in suiban without kenzan fatta nel IV livello. Infatti questa volta niente rami ma solo fiori e foglie.
Curcuma fiori e foglie
Secondo tema Relief Worksqualcosa a metà tra un pannello decorativo e un ikebana. Non avevo mai realizzato niente del genere ma avevo disegnato uno schizzo e perparato i materiali quindi sapevo cosa fare.
Pannello di legno verniciato, bamboo e craspedia
Il terzo lavoro è quello che ha ispirato il titolo del post. Renka (realizzato da: Lucio Farinelli, Patrizia Ferrari, Ilaria Mibelli, Chiara Giani, Silvia Barucci e Luca Ramacciotti)
In pratica si tratta di realizzare un’ikebana formato da tanti ikebana diversi, dove ogni persona che partecipa al lavoro mette la sua composizione in modo da armonizzarla con quella che già era pronta.
A me è toccato il penultimo step (il quinto). Ho realizzato un’ikebana che si staccasse dal gruppo ma al tempro stesso fosse in armonia con esso. Ho scelto dei materiali che amo molto per forma e colore (trachelium e gypsophila rosa) e un vaso di Patrizia bellissimo.
Lucio
Patrizia
Lucio e Patrizia
Lucio, Patrizia e Ilaria
Chiara
Lucio, Patrizia, Ilaria e Chiara
Lucio, Patrizia, Ilaria, Chiara e Silvia
Lucio, Patrizia, Ilaria, Chiara, Silvia e Luca
The ikebana becomes us!
Dopo questa splendida esperienza ci siamo rilassati alle Terme di Merano. Un posto da sogno, cena in montagna e serata a giocare a Sogetsopoli. (versione personalizzata del monopoli)
La mattina dopo si replica con una nuova sessione di studio. Tutti abbiamo scelto un vaso che Patrizia ci ha gentilmente prestato e con i materiali “avanzati” abbiamo realizzato il nostro ikebana.
Bocca di leone e gypsophila rosa
Ci siamo ripromessi di continuare nel tempo questa bellissima “tradizione”. Vivere in gruppo almento una volta all’anno tre, quattro giorni di conviviale amicizia e studio dell’ikebana. Dedicarsi ad un arte è anche vivere insieme alle persone che hanno il tuo stesso interesse in armonia e divertimento.
Per i prossimi anni, la mente vulcanica del Maestro Farinelli, ha dato degli spunti niente male, ma ne parleremo a suo tempo.
Grazie a tutti per il bellissimo ricordo che porterò sempre con me.
Qualche settimana fa andai con mia cognata dal grossista di fiori da cui mi servo prechè lei voleva comprare dei fiori recisi. Lasciai scegliere a lei i fiori che poi ci dividemmo e io li usai per realizzare un ikebana. Non avendo scelto io i fiori l’ikebana non era preparato ma dovetti “improvvisare”. Accolsi questa cosa come un ottimo esercizio per imparare qualcosa di nuovo.
Scelsi il vaso e cominciai a lavorare, quando mi ritenni abbastanza soddisfatta scattai la prima foto e la mandai al mio Maestro Luca Ramacciotti.
Primo step del lavoro
Giustamente il Maestro mi fece notare che la massa aveva poco slancio e che avrei dovuto aumentare un pò la lunghezza della parte sinistra.
Secondo step del lavoro
A questo punto Luca mi disse che andava bene e che potevo pubblicare il lavoro, ma nella mail aggiunse: “Per curiosità lo trasporti in un vaso alto e stretto?”
Presi un vaso alto, levai dal kenzan con due mani tutto l’ikebana così montato e lo misi nel vaso.
Terzo ed ultimo step
Effettivamente il risultato è molto più bello, la massa acquista slancio e anche se è molto piena sembra delicata. Questo è l’occhio del Maestro!
Luca non ha detto che il mio lavoro non era bello o che non andava bene, mi ha solo chiesto di fare una prova e poi il risultato è stato evidente anche ai miei occhi. E’ in questo modo che si insegna e si fa crescere un allievo, aiutandolo a capire.
Fare ikebana in un luogo fantastico, fuori dal tempo, immersi nella natura e circondati da amici si può? Certo! Io per fortuna l’ho fatto.
Lo scorso sabato (grazie a Luca Ramacciotti ed alla sua amica) l’abbiamo potuto fare lezione nella splendida Villa Orlando in riva al lago di Massaciuccoli a Torre del Lago.
Villa Orlando
Attraversando il parco, siamo arrivati alla torretta con terrazza in riva al lago dove ci siamo sistemati per fare la nostra lezione. Per questa occasione speciale era arrivato anche il Maestro Farinelli da Roma.
La scala di accesso alla terrazza
Ci siamo sistemate e abbiamo cominciato a lavorare. Con nostra grande sorpresa dopo poco è venuto a trovarci un caro amico, Rinaldo Serra e quindi abbiamo sfruttato la sua Arte per documentare il nostro lavoro e la bellissima giornata.
Al lavoroQuesta sono ioSulla terrazza facendo ikebana
I temi delle tre lezioni, tutti tratti dal 5° libro della Sogetsu, ci hanno impegnato per diverse ore, il tempo è volato tanto era piacevole stare in quel posto. Il primo tema che abbiamo affrontato è stato Green Plant Materials.
Green plant materials
Solo materiali verdi, in parte portati dal Maestro Lucio in parte arborizzati per strada, la foto di Rinaldo Serra coglie tutta la magia del posto e del momento.
La seconda lezione Japanese Iris, Rabbit – ear Iris. Abbiamo utilizzato solo gli Iris e le foglie per creare i nostri Ikebana.
Ijapanese Iris, Rabbit – ear Iris
Che dire la foto è fantastica!
Ultimo tema è stato The Fifty Principles of Sogetsu. Ogniuna di noi ha scelto uno dei cinquanta principi e ha cercato di interpretarlo, scegliendo il materiale, il vaso e spiegando il perché della scelta. Il principio che ho scelto è il 39.
39. “Ikebana must appear as if it is a product of the environment in which it is displayed.”
Per realizzare il mio ikebana mi sono documentata sulla location in cui ci saremo trovati e quindi ho fatto una ricerca sulle piante che vivono in zone umide ed in prossimità di laghi, ho scelto calle, diantus, hosta variegata e iris. La scelta del vaso è stata una conseguenza logica, trasparente per dare importanza all’acqua (della composizione e del lago). Il risultato è quello che vedete sotto reso ancora più bello dalla foto del Maestro Serra.
39 – The fifty principles of Sogetsu
Una giornata passata lavorando in armonia divertendosi. Siamo ikebanisti ma prima di tutto amici che condividono un interesse. Sono giornate indimenticabili che rimarranno nella memoria di tutti noi come momenti di condivisione e di crescita personale. Auguro a tutti di trovare una passione, che vi riempia la vita, da poter condividere con persone stupende come quelle che ho trovato in questo gruppo di Ikebana, gruppo sempre più allargato che racchiude Arti diverse ma complementari, dove ognuno porta la sua esperienza felice di condividerla con gli altri.
Bello, bello, bello non ho altre parole.
Il gruppo – da sinistra Lucio, io, Luca, Rinaldo, Ilaria, Rosaria, Nicoletta e Fabio
Questo è quello che indica come significato della parola CONNUBIO il vocabolario, io aggiungerei anche “ikebana e ceramica”.
Le parole del vocabolario descrivono lo spirito di gruppo, ma la ceramica è parte integrante dell’arte dell’ikebana.
Ogni ikebana è forma, colore, movimento, direzione e contenitore.
L’importanza del contenitore (c’è anche una lezione specifica nel corso di studio) è spesso fondamentale, può rendere il lavoro fantastico o anonimo.
Per capire meglio quello che sto dicendo guardate le immagini seguenti.
a sinistra l’ikebana corretto e destra con il vaso sbagliato
Il vaso alto toglie lo slancio alla composizione, in realtà anche i fiori alla base tolgono slancio, infatti la giusta versione sarebbe senza fiori alla base, per enfatizzare al massimo l’andamento verticale.
ikebana che mette in risalto la verticalità
Questa premessa mi porta a parlare del prossimo appuntamento organizzato dal Concentus study Group a Roma. Domenica 2 Aprile saremo tutti riUniti presso POTS di Sebastiano Allegrini a fare un nuovo workshop di ceramica. Questo è il terzo a cui partecipo, (nel primo abbiamo lavorato con il colombino, il secondo è stato di ceramica Raku) questa volta faremo lavorazione a lastra.
Mi sono preparata disegni e misure perchè ho delle idee da realizzare e per l’occasione andiamo a Roma il sabato sera per passare una piacevole serata in compagnia degli amici prima del workshop.
Questi sono i vasi che ho realizzato le volte precedenti. Non sono una ceramista ma mi sono divertita tantissimo.
Questa mattina, al mio risveglio, trovo un messaggio del mio Maestro Luca con scritto “congratulazioni”.
NON CI CREDO!
Io e Anne Dupont (carissima amica e maestra d’Ikebana) abbiamo vinto il terzo premio del 5th concorso Sogetsu che celebra il 90° anno dalla fondazione della Scuola.
Il mio Ikebana
Devo dire che mi sono commossa, questo ikebana racchiude tantissime cose che mi appartengono. I pazienti insegnamenti del Maestro Luca Ramacciotti, il bellissimo dono di Guido De Vidi (i rami della splendida Cattleya che era esposta alla mostra di Schio), il vaso realizzato ad un indimenticabile workshop di Raku con Sebastiano Allegrini e le foglie raccolte davanti alla ditta dove lavoro adesso (mi sono dovuta reinventare un nuovo posto di lavoro), che quando le ho raccolte i presenti, che non capivano cosa facessi, mi hanno detto: “vogliamo proprio vedere che ci fai con quelle foglie.”- Io ho risposto sorridendo: “un ikebana :).”
Sono felice perchè questo è un bellissimo riconoscimento del mio lavoro e della costanza che ho messo nello studio di quest’Arte che ha travolto la mia vita come un fiume in piena, ma tutto questo non sarebbe altrettanto bello se non avessi incontrato un gruppo fantastico di persone innamorate della vita e dei fiori.
La “via dei fiori” se vissuta con gioia e condivisione apre nuovi orizzonti e regala bellissime esperienze ed emozioni.
(Kihon (基本, きほん) is a Japanese term meaning “basics” or “fundamentals.” The term is used to refer to the basic techniques that are taught and practiced as the foundation of most Japanese martial arts).
Non è una mia idea, mi è stata suggerita lo scorso anno da Ilse Beunen (Ikebana Belgio) nella newsletter di inizio anno. Lei a sua volta l’ha imparato dal suo Maestro giapponese.
Ho trovato questa idea veramente interessante e sia lo scorso anno 2016 che questo ho fatto una composizione base come prima composizione dell’anno.
Calicanto d’inverno e tulipani
L’idea che ogni anno è un nuovo inizio che ci apre tante nuove possibilità è molto stimolante, ma le basi, i principi fondamentali devono essere presenti e ben radicati in noi per costruire un futuro di valore.
Questo è vero in ogni campo ed anche lo studio di quest’arte non fa eccezione. Ricominciare e interpretare le basi con un’esperienza maggiore ha un sapore molto diverso.
La scelta di questi materiali non è casuale, il ramo di Calicanto viene da una pianta che stava nel giardino della mia nonna paterna e quando lei ci ha lasciato, mia mamma l’ha portata via e ripiantata nel nostro giardino. Ho sempre amato questa pianta che fiorisce in pieno inverno con questi piccoli fiori profumatissimi. Ci sono giorni che quando torno a casa, al buio, nel piazzale davanti alla porta di casa, si diffonde questo lieve odore, il mio ricordo corre immediatamente a mia nonna.
Patendo dal ramo di Calicanto ho scelto i fiori. Amo i tulipani, in questo periodo sono come una promessa dell’arrivo della prossima primavera.
Il vaso doveva essere un tsubo perché volevo fare una IV variazione hanging, visto che lo scorso anno avevo fatto un moribana.
Il risultato lo vedete sopra ma le sensazioni che provo quando faccio un ikebana non si possono fotografare, solo chi ha una passione e ci si dedica con amore potrà capire di cosa parlo.
A Livorno abbiamo già fatto l’ultima lezione dell’anno e ci siamo dati appuntamento al 2017 con le mie compagne di “viaggio”.
Di seguito potete vedere i miei tre ikebana.
Ikebana con carta – Foto Luca RamacciottiPoesia e garofaniMaze-zashi
Adesso ci aspetta un 2017 pieno di nuove sfide e appuntamenti da non perdere dei quali darò notizia via via che si concretizzeranno, in pentola bolle tante cose, ma ogni cosa a suo tempo.
Per adesso saluto tutti augurandovi Buon Natale e Felice Anno Nuovo.